martedì 30 giugno 2009

De Ranke XX Bitter


Lo ammetto, preferisco di gran lunga le birre amare a quelle dolci, non c'è dubbio. Quelle che per la loro secchezza sono sicuramente più beverine rispetto a quelle in cui il mieloso dato dal malto la fa da padrone. E quindi la scelta di spendere qualche parola sulla XX Bitter della Brouwerij De Ranke non è un fatto casuale.
Il nome dato a questa fantastica creazione la dice lunga: in effetti la XX Bitter è considerata la birra più amara del Belgio, oltre che una delle migliori. Nino Bacelle e Guido Devos, i birrai che hanno iniziato a produrre le loro birre per hobby solo il venerdì e il sabato nel loro impianto posto praticamente in un garage, utilizzano malti pilsner e varie varietà di luppoli tedeschi Brewer Gold e Hallertau in fiore in quantità veramente generose.

Il risultato è una birra unica: colore dorato molto carico tendente
all'ambrato, opalescente, la schiuma è fine e bianca, persistente. Al naso si sente un'esplosione di aromi erbacei, il luppolo prevarica decisamente sul dolce del malto, si avvertono delle note
citriche e la presenza caratteristica dei lieviti Brettanomyces ci fanno ricordare la trappista Orval.
In bocca vengono confermate le aspettative date dal naso. La sensazione gustativa è veramente forte, e ciò rende la XX Bitter una di quelle birre che si ama o si odia proprio per il voluto sbilanciamento verso l'amaro. Il Luppolo, l'erba appena tagliata, ma ancora un freschissimo citrico e il "goût d'Orval" rendono questa birra veramente molto dissetante, nonostante il corpo non certo esile, la persistenza dell'amaro e un contenuto alcolico pari a 6,2%.

Segnalo che proprio in questi giorni è possibile assaggiare questa perla delle Fiandre alla spina (in bottiglia si trova praticamente sempre) presso la Birreria La Ratera a Milano. Non fatevela sfuggire!

giovedì 25 giugno 2009

Una birra per l'estate

Cosa c'è di meglio di una buona birra, fresca ma senza esagerare, quando il caldo e l'afa assediano la città? E se questa birra, oltre ad essere dissetante, non è la solita acqua dei piatti da supermercato?

La Taras Boulba allora fa al caso nostro. E' una delle birre più famose della Brasserie de la Senne, microbirrificio artigianale belga situato nei dintorni di Bruxelles. Appartiene allo stile delle
Belgian Blond, e ancora più possiamo definirla una Extra Hoppy Ale, quindi una birra ad alta fermentazione con una forte caratterizzazione di luppolo amaricante e aromatico.

E' un piacere versarla in un baloon non troppo aperto, mai gelata di frigo.
Ha una schiuma bianca molto fine e compatta, un colore giallo carico decisamente opalescente per l'abbondante lievito in sospensione.
La gradazione bassina (4,5%) potrebbe ingannare ma non va sottovalutata per nulla: il profumo è intenso, complesso di lieviti e ricco di aromi di luppolo, agrumato. In bocca il corpo medio e la notevole secchezza rendono la Taras Boulba molto beverina, dissetante ma molto appagante.

Dello stesso microbirrificio sono certamente da degustare anche la Zinnebir, la Stouterik e, nel periodo invernale, la Equinox.

mercoledì 24 giugno 2009

Great Divide Titan IPA


L'altra sera volevo risvegliare i miei sensi dopo una lunga giornata di lavoro. Ho dato uno sguardo nella mia dispensa e ho trovato la mia ultima Titan Ipa della Great Divide Brewery, nascosta in fondo: l'ho messa in frigo e ho atteso che raggiungesse la corretta temperatura. Great Divide è un birrificio artigianale di Denver in Colorado nato nel 1994, conosciuto oltre che per la Titan IPA anche per le ottime Yeti Imperial Stout, Hercules Double IPA e Hibernation Ale.

Una vera esplosione di profumi e sapori: bellissimo colore arancio carico, schiuma bianca e persistente, profumo caratterizzato dall'aggressiva presenza di luppoli americani (Cascade) e quindi sentori agrumati e "pinosi", dolcezza del malto ben bilanciata dall'amaro del luppolo. I 65 IBU (unità d'amaro) non spaventano, al contrario è molto bilanciata e beverina, nonostante il contenuto alcolico pari a 6,8 %.

Un ottimo esempio di IPA americana (ha ricevuto parecchi riconoscimenti, tra cui il Best of The Rockies nel 2007 al US Beer Tasting Championship), e anche dando un occhio al giudizio su Ratebeer non si sbaglia a sceglierla per un tranquillo tramonto in città...

Benvenuto Voppe Beer Blog

Un guizzo. Una sensazione. Un po' come un acquisto d'impulso. Ed ecco che apro questo blog, dove tutti i cinque sensi vengono stimolati.

Sì proprio tutti e 5.
Quando assaggio o meglio bevo una birra, questa mi deve dare piacere. Alla vista è il bicchiere, il colore della birra, la sua schiuma che mi colpiscono. Il gusto: bhè ça va sans dire: se una birra non ha un buon sapore, perché berla? L'olfatto percepisce circa il 70% degli aromi, e quindi è ancora più "ça va sans dire" rispetto al gusto... Ti sei mai chiesto perchè non senti i sapori, se hai il naso chiuso? Al tatto il bicchiere fresco, d'estate, ma quanto mi piace... E quel rumore "dissetante", quando versi con maestria una birra nel suo bicchiere?

Ok. Credo che si capisca quale sia l'obiettivo di questo blog. Dare piacere con la birra, attraverso le mie esperienze... senza mai esagerare.
 

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