venerdì 10 luglio 2009

Mezze maniche al salmone fresco e Duvel

Ogni tanto mi diletto a cucinare. L'altro giorno avevo in casa un bel trancio di salmone fresco, ma avevo voglia anche di pasta. E' partito l'embolo: ho pulito bene bene il salmone e l'ho tagliato a cubetti. In una padella antiaderente ho messo un filo di olio extra vergine di oliva Canino DOP e uno scalogno tagliato finemente. L'ho fatto soffriggere leggermente senza farlo bruciare e poi ho aggiunto il salmone, girando di tanto in tanto. L'ho lasciato cuocere così un paio di minuti.
A questo punto ho tirato fuori l'ingrediente X: una Duvel fresca di frigo. Ho alzato la fiamma e ho dato al salmone una bella spruzzatina di questa birra, facendo attenzione a non esagerare: questa Belgian Strong Golden Ale prodotta dalla Moortgat è decisamente luppolata e amara, quindi se si abbonda il piatto risulterà decisamente amarognolo e poco piacevole.
Appena si è ristretto un po' il sughetto, ho aggiunto 3 pomodorini tagliati a pezzetti, tanto per dare un po' di colore e un minimo di acidità al piatto.
A parte ho cotto i miei 100 grammi di mezze maniche in abbondante acqua salata, rigorosamente pasta Garofalo, tra le mie preferite. Una volta raggiunta la cottura al dente, l'ho scolata e l'ho unita al pesce, spadellando abbondantemente in maniera da far insaporire bene la pasta.
Ho poi impiattato aggiungendo un po' di prezzemolo fresco, e ho versato la Duvel rimanente.
Che dire: a me è piaciuto molto e l'abbinamento con la Duvel è azzeccato. Forse andrebbe meglio una birra un po' meno alcolica, ma anche così il risultato è stato certamente appagante.
Alla prossima ricetta!

martedì 7 luglio 2009

Amore o odio: Flying Dog Gonzo Imperial Porter


La prima volta che l'ho bevuta è stato qualche anno fa ad una fiera sulla birra artigianale a Milano. Harvey mi aveva detto che dovevo assaggiarla perchè era una birra veramente speciale, una birra "estrema" per le sensazioni forti che fa provare, e per questo da amore o odio. Già annusandola ho capito che non l'avrei mai odiata, e appena l'ho assaggiata è stato proprio amore totale a prima vista, di quelli folgoranti: da quel giorno non è mai mancata nella mia scorta personale.
Versandola nel bicchiere si nota subito il suo carattere: è molto scura, quasi nera, impenetrabile, con riflessi testa di moro, la schiuma è beige, all'inizio compatta per poi dissolversi velocemente.
Mentre la versi inizi subito a sentire i suoi aromi complessi, ma quando porti il bicchiere al naso è una vera esplosione: tostature intense, caffé, cacao, molto malto. Ma anche una freschezza incredibile donata dall'abbondantissima presenza di luppolo Cascade, non c'è solo questa varietà ma lo stesso produttore dichiara: "dry hopped with a shit load of Cascade hops". Poi arriva l'assaggio e... ed è vero quello che il birraio dichiara sul sito: questa birra "vi darà un calcio nel sedere se non ne dimostrerete l'opportuno rispetto".
Malto e caffé tostati, cacao, anche un po' di liquirizia, 8,7 gradi alcolici e un sapore che ti resta in bocca per un bel po'. Un vero pugno di sapori e aromi, ma sferrato con un guanto di velluto, sì perchè la sapiente luppolatura rende tutto comunque molto morbido e piacevole... per me che la amo follemente :-)
Questa stupenda birra viene prodotta dalla Flying Dog Brewery dal 2005, e nel 2008 è stata premiata come miglior birra al World Beer Cup nella categoria American-Style Imperial Stout.
Se volete un consiglio sull'abbinamento perfetto date retta ad Harvey: "La Gonzo l'abbinerei con un'altra Gonzo".

venerdì 3 luglio 2009

Un locale fuori dal tempo...


Il mio amico Kuaska definisce queste situazioni "In the middle of nowhere". E in effetti trovarsi una domenica in un micropaese composto da una manciata di case, una chiesa e una birreria, nelle verdi campagne intorno a Bruxelles, ecco... in effetti ci si sente un po' nel mezzo del nulla. Ma a volte nel nulla si trovano cose speciali, come a Eizeringen, dove c'è "In de Verzekering tegen de Grote Dorst". La traduzione letterale è "l'assicurazione contro la grande sete", ed è un piccolo bar definito da Tim Webb "il bar che ha a disposizione la migliore gamma di birre lambic del pianeta": non mi pare poco. Il locale è aperto, pensate un po', solo la domenica dalle 10 alle 13.30, e nei giorni in cui vengono celebrati i funerali nell'adiacente chiesa di Santa Orsola. Il locale è un piccolo e tradizionale pub del Payottenland, e i fratelli Kurt e Yves hanno mantenuto l'aspetto originale del locale lasciato nel Natale del '99 dall'ormai 85enne Marguerite, dopo 51 anni di servizio. In questa regione si produce da innumerevoli decenni il lambic, una birra di frumento a fermentazione spontanea, e qui durante la nostra visita nel settembre del 2007 abbiamo trovato veramente tutto quello che cercavamo...
Abbiamo iniziato con una bicchiere di Girardin Oude Lambik, e appena terminato abbiamo chiesto un bicchiere di Girardin Kriekenlambik. Uno meglio dell'altro. Ma eravamo lì per festeggiare Bilbo e abbiamo chiesto una vera rarità: due bottiglie di Eylenbosch Gueuze del 1987. Una birra di 20 anni, di un birrificio ormai chiuso da parecchi anni. Incredibilmente ben conservata e assolutamente godibile, ci ha fatto vivere sensazioni uniche, perchè stavamo bevendo una birra che si beve una volta nella vita.
Non mi permetto di farne una descrizione, anche perchè in quel momento ho pensato solo a gustarmela totalmente, senza pensare a segnare note tecniche. Me la volevo solo vivere, fino all'ultima goccia. Un'emozione tenere in mano il tappo e sentirne l'aroma, un'emozione portare alla bocca la prima sorsata.
Prima o poi ci ritorno a Eizeringen, la domenica. E se qualcuno vuole seguirmi, sarà il benvenuto.
 

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