lunedì 5 ottobre 2009

Maeght van Gottem: il cono di luppolo nel bicchiere.

Proprio oggi ho recuperato qualche bottiglia di birra molto interessante, e tra queste risalta senza dubbio la bottiglia di Maeght van Gottem, cioè "la vergine di Gottem", del microbirrificio belga Sint Canarus Huisbrouwerij. Che sia artigianale è senza dubbio, pure l'etichetta è scritta con il computer, in italiano. Segno che proprio l'etichetta non c'era e forse è una birra "illegale", almeno in Italia.
Così recita l'etichetta:

"Birra artigianale, non filtrata, non pastorizzata con Dry Hopping in bottiglia - Etichetta in costruzione - Ingredienti: Acqua, Malto d'orzo, luppolo, lievito e Fiore di luppolo in bottiglia".

Ma come fiore di luppolo in bottiglia? E' proprio così: seguendo la "moda" delle birre super luppolate, il birraio Piet Meirhaeghe inserisce in ogni bottiglia un cono di luppolo aromatico inglese, il Kent Golding. Il risultato? Versandola si nota subito questo cono di luppolo che fa splash nel bicchiere, e l'effetto è garantito. Non a tutti gradito, forse, ma comunque la sua scena la fa. Non sarà tutto merito del fiore fresco inserito nella bottiglia, ma la birra è decisamente amara e l'aroma di luppolo sempre ben presente, nonostante il buon equilibrio dato dal malto. E' molto torbida, opalescente, e sia nel naso che in bocca c'è un netto sentore di lievito. Il colore è quello di una blonde molta carica, un po' ambrata.
Sento un profumo (e anche un sapore) simile a quello delle caldarroste, ma nello stesso tempo una semplicità nella bevuta data da un citrico molto rinfrescante. E' molto saporita, e si lascia bere bene con il suo tenore alcolico pari a 6,5 %.

Dello stesso birrificio ho bevuto un paio di anni fa Willy Krieger: anche questa è una birra dove il luppolo la fa da padrone, bevuta al Delirium Café a Bruxelles la ricordo particolarmente secca. Il birraio sostiene che in effetti la Maeght van Gottem è proprio un'evoluzione della Willy Krieger...

Come si legge sul loro sito, il Sint Canarus Huisbrouwerij è uno dei più piccoli birrifici al mondo, ma è di qualità superiore. E noi lo terremo d'occhio...

giovedì 1 ottobre 2009

Dove bere buona birra artigianale a Milano? Parte 2

Come promesso, ecco altri locali dove bere buona birra artigianale a Milano.

Nella mia lista di luoghi "sacri" non può certo mancare il Birrificio Lambrate di via Adelchi 5: è il primo brewpub (quindi la birra viene prodotta nel birrificio e servita nel pud adiacente) nato a Milano, è un locale molto "easy" e alla mano, frequentato soprattutto da giovani e studenti dell'adiacente zona universitaria. Tavoloni di legno, luci un po' soffuse, servizio solo al balcone. I nomi delle birre rievocano Milano: io parto sempre con una dissetante Montestella, e poi la scelta può cadere sull'ampia gamma, quasi tutte spillate a caduta: Lambrate, Porpora, Sant'Ambreous e Ghisa sempre presenti, ma poi anche Brighella, Domm, Ligera, Urtiga, Bricola... Insomma la scelta è veramente ampia, e ognuno può trovare la birra che più gli piace.

Altro locale che non ci si può far mancare è l'Hop in viale Regina Margherita 4, proprio di fronte alla Rotonda della Besana: nasce da una costola del Birrificio Lambrate, e infatti sono presenti alcune delle loro birre (di norma spillate al carboazoto, quindi un po' diverse), in più si trovano altre birre artigianali italiane come ad esempio Birrificio Baladin, Birrificio Troll e Beba. Anche questo è un locale informale, perfetto per un aperitivo dopo gli impegni nel vicino Tribunale o una veloce pausa pranzo. Ottime birre, tutte alla spina e ben servite (solo a volte un po' fredde), buoni i prezzi per essere praticamente in centro a Milano.

Segnalo inoltre:
- il pub irlandese Mulligans in via Govone 28 per la migliore Guinness della città (la Guinness non è una birra artigianale, è vero, ma una pinta ben servita di questa ottima stout non si rifiuta mai!), ma anche per l'interessante selezione di birre artigianali belghe (le ultime che ho bevuto e che ricordo sono De Graal Blonde, Fantome e Abbaye des Rocs, ma vi consiglio di chiedere la lista aggiornata) oltre a qualche italiana.
- L'Isola della Birra, in via Medardo Rosso, zona Isola. Birre artigianali alla spina del Birrificio Lambrate e Baladin, altre a rotazione, oltre a una buona selezione delle più famose belghe.
- Il Woodstock in via Ludovico il Moro 3, per la sua infinita selezione di birre artigianali in bottiglia, soprattutto belghe. Provate a pranzo la succulenta costata texana con una Rulles Triple...
- L'Alchimisti Anonimi di Piazza Tripoli 7. Il locale è stato aperto da poco, sono presenti 6 spine ben assortite (Birrificio Italiano, Birrificio Baladin, Bi-Dù) e le birre vengono servite con cura.

Un ringraziamento particolare a Bilbo che mi ha aiutato a non dimenticare nessun locale... speriamo :-)
 

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